Cicerone - Post reditum in senatu - 13

traduzione versione latino da Cicerone, Post reditum in senatu, 13

Versione originale in latino


Cum vero in circo Flaminio non a tribuno plebis consul in contionem, sed a latrone archipirata productus esset, primum processit, qua auctoritate vir! vini somni stupri plenus, madenti coma, composito capillo, gravibus oculis, fluentibus buccis: pressa voce et temulenta, quod in civis indemnatos esset animadversum, id sibi dixit gravis auctor vehementissime displicere. Vbi nobis haec auctoritas tam diu tanta latuit? cur in lustris et helluationibus huius calamistrati saltatoris tam eximia virtus tam diu cessavit? nam ille alter Caesoninus calventius ab adulescentia versatus est in foro, cum eum praeter simulatam versutamque tristitiam nulla res commendaret, non consilium, non dicendi copia, non rei militaris, non cognoscendorum hominum studium, non liberalitas. quem praeteriens cum incultum horridum maestumque vidisses, etiam si agrestem et inhumanum existimares, tamen libidinosum et perditum non putares.

Traduzione all'italiano


E dopo che in verità nel Circo Flaminio era stato condotto nell'assemblea non dal tribuno della plebe come console, ma da un ladro come il capo dei pirati, avanzò per primo come uomo di grande autorevolezza! sbronzo, intorpidito e pieno di dissolutezza, con i capelli unti e ben ordinati, con occhi pesanti, guance cadenti e con voce rauca e da ubriaco; ed egli, una seria autorità, disse che era fortemente dispiaciuto, poiché ci si era rivolti contro cittadini innocenti. Dove quest'autorità è rimasta nascosta tanto a lungo? Perché la tanto straordinaria virtù di questo ricciolino indugiò così a lungo in orge e gozzoviglie? Infatti l'altro uomo, Cesonio Calvenzio, fin dall'adolescenza ha bazzicato nel foro, sebbene oltre questa falsa e astuta austerità, nulla gli desse prestigio, nè la conoscenza della legge, nè la disinvoltura nel parlare, nè la perizia nell'arte militare, nè la diligenza di conoscere gli uomini, nè la generosità; e dopo che, mentre stava passando, avevi notato quanto incivile, rozzo e austero fosse, benché avessi potuto considerarlo incolto e scortese, tuttavia non lo ritenevi licenzioso e dissoluto.