Cicerone - Laelius de amicitia - 99

Versione originale in latino


Quam ob rem, quamquam blanda ista vanitas apud eos valet qui ipsi illam allectant et invitant, tamen etiam graviores constantioresque admonendi sunt, ut animadvertant, ne callida assentatione capiantur. Aperte enim adulantem nemo non videt, nisi qui admodum est excors; callidus ille et occultus ne se insinuet, studiose cavendum est; nec enim facillime agnoscitur, quippe qui etiam adversando saepe assentetur et litigare se simulans blandiatur atque ad extremum det manus vincique se patiatur, ut is qui illusus sit plus vidisse videatur. Quid autem turpius quam illudi? Quod ut ne accidat, magis cavendum est.
Ut me hodie ante omnes comicos stultos senes
Versaris atque inlusseris lautissume.

Traduzione all'italiano


Perciò, anche se le menzogne dettate dall'ossequio funzionano su chi le attira a sé e le provoca, bisogna ugualmente avvertire le persone serie e coerenti a non diventare vittime di un'adulazione ben congegnata. Tutti, tranne il perfetto imbecille, riconoscono l'adulatore smaccato. Ma è da quello astuto e coperto che dobbiamo guardarci perché non si insinui in noi. Non è molto facile riconoscerlo. Spesso, infatti, adula anche contraddicendo: per compiacere finge di litigare, ma alla fine si arrende, si dà per vinto regalando all'altro l'illusione, con l'inganno, di esser stato più intelligente di lui. Cosa c'è di più vergognoso che farsi ingannare? A maggior ragione dobbiamo evitare che accada.
Come mi hai raggirato e menato ben bene per il naso, oggi,
più di tutti gli stupidi vecchi delle commedie!