Cicerone - Laelius de amicitia - 62

Versione originale in latino


Sed (saepe enim redeo ad Scipionem, cuius omnis sermo erat de amicitia) querebatur, quod omnibus in rebus homines diligentiores essent; capras et oves quot quisque haberet, dicere posse, amicos quot haberet, non posse dicere et in illis quidem parandis adhibere curam, in amicis eligendis neglegentis esse nec habere quasi signa quaedam et notas, quibus eos qui ad amicitias essent idonei, iudicarent. Sunt igitur firmi et stabiles et constantes eligendi; cuius generis est magna penuria. Et iudicare difficile est sane nisi expertum; experiendum autem est in ipsa amicitia. Ita praecurrit amicitia iudicium tollitque experiendi potestatem.

Traduzione all'italiano


Ma Scipione - ritorno spesso a lui perché suo era l'intero discorso sull'amicizia - si lamentava che gli uomini in tutto usino più attenzione che nell'amicizia. Tutti sanno dirti quante capre o pecore possiedono, ma quanti amici no. Nel procurarsi un gregge usano ogni riguardo, ma nello scegliere gli amici sono distratti né hanno, per così dire, segni particolari e marchi che li aiutino a giudicare coloro che sono idonei all'amicizia.
Dobbiamo scegliere amici dotati di fermezza, stabilità e coerenza - e di tali caratteristiche vi è grande penuria! E giudicare una persona senza metterla alla prova è davvero difficile, ma la prova è fattibile solo se si è instaurato il legame. Così, l'amicizia precorre il giudizio e finisce con eliminare la possibilità di fare una verifica.