Traduzione di Paragrafo 162, Actio 2 Libro 5 di Cicerone

Versione originale in latino


Caedebatur virgis in medio foro Messanae civis Romanus, iudices, cum interea nullus gemitus, nulla vox alia illius miseri inter dolorem crepitumque plagarum audiebatur nisi haec, 'Civis Romanus sum.' Hac se commemoratione civitatis omnia verbera depulsurum cruciatumque a corpore deiecturum arbitrabatur; is non modo hoc non perfecit, ut virgarum vim deprecaretur, sed cum imploraret saepius usurparetque nomen civitatis, crux, crux, inquam,infelici et aerumnoso, qui numquam istam pestem viderat, comparabatur.

Traduzione all'italiano


Veniva fustigato in mezzo alla piazza di Messina un cittadino romano, signori giudici, e mentre quell'infelice veniva straziato sotto i colpi scroscianti, non si udiva un gemito ne altro grido se non questo: «Sono un cittadino romano!». È con questa menzione della sua qualità di cittadino romano che egli pensava di poter evitare tutti i colpi e allontanare dal proprio corpo la tortura; non solo, però, non riuscì a scongiurare la violenta fustigazione, ma poiché intensificava la sua implorazione avendo sulle labbra continuamente il suo titolo di cittadino romano, ecco che per quell'infelice,per quel disgraziato che non aveva mai visto codesta peste, veniva approntata la croce, sì, lo ripeto, la croce!

Trova ripetizioni online e lezioni private