Traduzione di Paragrafo 24, Oratio 3 di Cicerone

Versione originale in latino


Etenim recordamini, Quirites, omnis civiles dissensiones, non solum eas, quas audistis, sed eas, quas vosmet ipsi meministis atque vidistis. L. Sulla P. Sulpicium oppressit [eiecit ex urbe]; C. Marium, custodem huius urbis, multosque fortis viros partim eiecit ex civitate, partim interemit. Cn. Octavius consul armis expulit ex urbe collegam; omnis hic locus acervis corporum et civium sanguine redundavit. Superavit postea Cinna cum Mario; tum vero clarissimis viris interfectis lumina civitatis extincta sunt. Ultus est huius victoriae crudelitatem postea Sulla; ne dici quidem opus est, quanta deminutione civium et quanta calamitate rei publicae. Dissensit M. Lepidus a clarissimo et fortissimo viro, Q. Catulo; attulit non tam ipsius interitus rei publicae luctum quam ceterorum.

Traduzione all'italiano


Ricordate infatti, Quiriti, tutte le guerre civili, non solo quelle di cui avete sentito parlare, ma anche quelle di cui voi stessi serbate memoria e cui avete assistito. Lucio Silla uccise Publio Sulpicio, [cacciò da Roma] Caio Mario, il difensore di Roma, molti uomini valorosi in parte li bandì e in parte li eliminò. Il console Cneo Ottavio espulse dalla città, con la forza delle armi, il suo collega; tutto lo spazio che avete sotto gli occhi fu pieno di cadaveri ammassati uno sull'altro e del sangue dei cittadini. Poi Cinna ebbe il potere con Mario; allora, davvero, furono eliminati gli uomini più in vista, furono spente le luci della città. In seguito Silla si vendicò della ferocia di questa vittoria. Non starò a dire con quante perdite tra i cittadini e con quanta rovina per lo Stato. Marco Lepido entrò in conflitto con Quinto Catulo, uomo che si distingueva per fama e valore; non fu tanto la sua morte ad arrecar dolore allo Stato, quanto quella dei suoi.