Traduzione di Paragrafo 13 - Traduzione 2, Oratio 1 di Cicerone

Versione originale in latino


Quid est enim Catilina, quod te iam in hac urbe delectare possit? In qua nemo est extra istam coniurationem perditorum hominum qui te non metuat, nemo qui non oderit? Quae nota domesticae turpitudinis non inusta vitae tuae est? Quod privatarum rerum dedecus non haeret in fama? Quae libido ab oculis, quod facinus a manibus umquam tuis, quod flagitium a toto corpore afuit? Cui tu adulescentulo quem corruptelarum inlecebris inretisses non aut ad audaciam ferrum aut ad libidinem facem praetulisti? Quid vero? Nuper cum morte superioris uxoris novis nuptiis locum vacue fecisses, nonne etiam alio incredibili scelere hoc scelus cumulavisti? Quod ego praetermitto et facile patior sileri, ne in hac civitate tanti facinoris immanitas aut exstitisse aut non vindicata esse videatur. Praetermitto ruinas fortunarum tuarum quas omnis proximis Idibus tibi impendere senties: ad illa venio quae non ad privatam ignominiam vitiorum tuorum, non ad domesticam tuam difficultatem ac turpitudinem, sed ad summam rem publicam atque ad omnium nostrum vitam salutemque pertinent.

Traduzione all'italiano


Infatti cosa c'è, Catilina, che ti possa ancora dilettare in questa città in cui non c'è nessuno, eccetto codesta congiura di uomini perduti, che non ti tema, nessuno che non ti odi? Quale nota di turpitudine interiore non è stata impressa nella tua vita? Quale disonore di fatti privati non ha aderito alla tua reputazione? Quale vergogna dai tuoi occhi, quale scelleratezza mai dalle tue mani, quale crimine da tutto il corpo si è allontanato? A quale fanciullo, che avessi sedotto con le lusinghe degli inganni, tu non hai o mostrato la spada per un'azione audace, o la fiamma per il desiderio? Che cosa per di più? Recentemente, dopo che con la morte della (tua) precedente moglie, hai reso vuota la casa per le nuove nozze, non hai forse ingrandito questa scelleratezza con un'altra assurda scelleratezza? Io lascio passare ciò e facilmente ammetto che si taccia affinché non sembri che in questa città o appare evidente o non è vendicata un'enormità di così grandi delitti. Lascio passare le rovine dei tuoi beni, che nelle prossime Idi sentirai gravare su di te; vengo per quelle cose che non riguardano la privata ignominia dei tuoi vizi, non la tua difficoltà interiore e vergogna, ma il sommo Stato e la vita e la salvezza di tutti noi.