Traduzione di Paragrafo 8, Filippica 8 di Cicerone

Versione originale in latino


Hoc bellum quintum civile geritur (atque omnia in nostram aetatem inciderunt) primum non modo non in dissensione et discordia civium, sed in maxima consensione incredibilique concordia. Omnes idem volunt, idem defendunt, idem sentiunt. Cum omnes dico, eos excipio, quos nemo civitate dignos putat. Quae est igitur in medio belli causa posita? Nos deorum immortalium templa, nos muros, nos domicilia sedesque populi Romani, aras, focos, sepulchra maiorum, nos leges, iudicia, libertatem, coniuges, liberos, patriam defendimus; contra M. Antonius id molitur, id pugnat, ut haec omnia perturbet, evertat, praedam rei publicae causam belli putet, fortunas nostras partim dissupet, partim dispertiat parricidis.

Traduzione all'italiano


Questa guerra civile è la quinta che si fa (e inoltre tutte capitarono durante la nostra vita), non soltanto non in dissenso e discordia dei cittadini, ma in grandissimo accordo e incredibile concordia. Tutti vogliono la stessa cosa, difendono la stessa cosa, provano la stessa cosa. Dunque qual è la causa posta in mezzo alla guerra? Proprio noi difendiamo i templi degli dei immortali, noi le mura, noi le abitazioni e le cose del popolo romano, gli alòtari, le famiglie, le tombe degli avi, noi le leggi, i progressi, la libertà, le mogli, i figli, la patria; Marco Antonio ardisce al contrario contro questo, per questo combatté, per sconvolgere, per aizzare tutte queste cose, per chiamare alla guerra la preda per la causa della repubblica, in parte per dissipare in parte le nostre fortune, in parte per cosparger(le) qua e là con parricidi.

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