Traduzione di Paragrafo 17, Filippica 6 di Cicerone

Versione originale in latino


Quapropter, Quirites, exspectate legatorum reditum et paucorum dierum molestiam devorate. Qui cum redierint, si pacem adferent, cupidum me, si bellum, providum iudicatote. An ego non provideam meis civibus, non dies noctesque de vestra libertate, de rei publicae salute cogitem? Quid enim non debeo vobis, Quirites, quem vos a se ortum hominibus nobilissimis omnibus honoribus praetulistis? An ingratus sum? Quis minus? qui partis honoribus eosdem in foro gessi labores quos petendis. Rudis in re publica? Quis exercitatior? qui viginti iam annos bellum geram cum impiis civibus.

Traduzione all'italiano


Perciò, Quiriti, aspettate il ritorno dei delegati e sopportate la molestia di pochi giorni. E quando quelli saranno tornati, se porteranno la pace, mi giudicherete un fanatico, se (porteranno) la guerra, un previdente. Forse che io non provveda ai miei cittadini, non pensi giorno e notte alla vostra libertà, alla salvezza dello stato? Che cosa, infatti, non devo a voi, Quiriti, che avete preferito uno che si è fatto da solo (lett: un sorto da sé) con tutte le cariche a uomini molto nobili? Forse che io sia un ingrato? Chi di meno? (Io) che con gli onori dell'incarico ho portato nel foro le stesse fatiche che erano da chiedere. Inesperto in politica? Chi più esercitato? (Io) che già da vent'anni faccio guerra ai cittadini empi.