Traduzione di Paragrafo 85 - 86 - 87, Filippica 2 di Cicerone

Versione originale in latino


Sedebat in rostris conlega tuus amictus toga purpurea in sella aurea coronatus. Escendis, accedis ad sellam, (ita eras Lupercus, ut te consulem esse meminisse deberes) diadema ostendis. Gemitus toto foro. Unde diadema? Non enim abiectum sustuleras, sed adtuleras domo meditatum et cogitatum scelus. Tu diadema inponebas cum plangore populi, ille cum plausu reiciebat. Tu ergo unus, scelerate, inventus es, qui cum auctor regni esse eumque, quem collegam habebas, dominum habere velles, idem temptares, quid populus Romanus ferre et pati posset. At etiam misericordiam captabas; supplex te ad pedes abiciebas quid petens? ut servires? Tibi uni peteres, qui ita a puero vixeras, ut omnia paterere, ut facile servires; a nobis populoque Romano mandatum id certe non habebas. O praeclaram illam eloquentiam tuam, cum es nudus contionatus! Quid hoc turpius, quid foedius, quid suppliciis omnibus dignius? Num exspectas, dum te stimulis fodiamus? Haec te, si ullam partem habes sensus, lacerat, haec cruentat oratio. Vereor, ne imminuam summorum virorum gloriam; dicam tamen dolore commotus: Quid indignius quam vivere eum, qui inposuerit diadema, cum omnes fateantur iure interfectum esse, qui abiecerit? At etiam adscribi iussit in fastis ad Lupercalia C. Caesari dictatori perpetuo M. Antonium consulem populi iussu regnum detulisse; Caesarem uti noluisse. Iam iam minime miror te otium perturbare, non modo urbem odisse, sed etiam lucem, cum perditissimis latronibus non solum de die, sed etiam in diem bibere. Ubi enim tu in pace consistes? qui locus tibi in legibus et in iudiciis esse potest, quae tu, quantum in te fuit, dominatu regio sustulisti? Ideone L. Tarquinius exactus, Sp. Cassius, Sp. Maelius, M. Manlius necati, ut multis post saeculis a M. Antonio [quod fas non est] rex Romae constitueretur?

Traduzione all'italiano


Il tuo collega sedeva sulle tribune, avvolto in una toga purpurea, su un trono dorato, incoronato. Sali, ti avvicini al trono, - la tua carica di Luperco era tale da non dover farti dimenticare che eri anche un console -. In tutto il foro risuonò un gemito. Donde il diadema? Non l'avevi trovato a terra, gettato via da qualcuno, l'avevi portato da casa. fu un misfatto premeditato e intenzionale. Tu collocavi in mezzo al cordoglio il diadema, egli fra le acclamazioni lo rifiutava, Quindi tu, scellerato, tu solo sei stato trovato che, essendo promotore del regno e volendo avere come padrone colui che avevi come collega, tu stesso provassi cosa potesse sopportare e soffrire il popolo rpmano. E cercavi di attirare anche la misericordia; ti gettavi supplice ai suoi piedi, chiedendo cosa? di farci sevire. Per te solo, che avevi vissuto fin da piccolo in modo tale da sopportare ogni cosa, da servire senza soffrirne, avresti dovuto chiederelo. Di certo non avevi quell'incarico da noi o dal popolo romano. O illustre tua eloquenza, quando tutto nudo hai parlato in pubblico! Cosa è più turpe di ciò, cosa e più repellente, cosa più degno di ogni castigo? Aspetti forse di essere trafitto con i pungoli? Quest'orazione ti laceri, se hai ancora sensibilità in qualche parte, ti ferisca a sangue. Rispetto la gloria dei sommi uomini per non diminuirla. Tuttavia dirò, scosso dal dolore: cosa c'è di più indegno del fatto che viva chi ha imposto la corona, mentre tutti ammettono che è stato ucciso a buon diritto chi l'ha rifiutata? Ma ordinasti pure che scrivesse nei fasti oltre alla data dei Lupercali: "Sotto Cesare Dittatore a vita il console M. Antonio sotto ordine del popolo concesse il regno, Cesare non volle servirsene". Non mi stupisco più ormai del fatto che tu perturbi la pace pubblica, che tu non solo odi la città, ma anche la luce, bevendo con i pegiori ladroni non solo di giorno, ma pure di notte. Infatti quando potrai dimorare in pace? Quale Scampo può esserci nelle leggi e nei tribunale per te che, per quanto dipendeva da te, li hai sostituiti con l'assolutismo monarchico? Perciò L. Tarquinio fu cacciato, Cassio, Melio e Manlio furono uccisi, affinché dopo molti secoli da Antonio fosse restaurato un regno a Roma?