Traduzione di Paragrafo 40 - Cicerone risponde ad alcune calunnie di Antonio, Filippica 2 di Cicerone

Versione originale in latino


Quod autem idem maestitiam meam reprehendit, idem iocum, magno argumento est me in utroque fuisse moderatum. Hereditates mihi negasti venire. Utinam hoc tuum verum crimen esset! plures amici mei et necessarii viverent. Sed qui istuc tibi venit in mentem? Ego enim amplius sestertium ducentiens acceptum hereditatibus rettuli. Quamquam in hoc genere fateor feliciorem esse te. Me nemo nisi amicus fecit heredem, ut cum illo commodo, si quod erat, animi quidam dolor iungeretur; te is, quem tu vidisti numquam, L. Rubrius Casinas fecit heredem. [...]

Traduzione all'italiano


Ma il fatto che proprio lui biasimi la mia tristezza, e ancora lui il mio scherzo, è grande prova che io sono stato moderato in entrambi. Hai detto che non mi è giunta l'eredità. Magari fosse vera questa tua accusa! Molti miei amici e parenti vivrebbero. Ma come ti viene in mente? Io infatti mi sono dichiarato debitore all'eredità di più di 200.000 sesterzi. Sebbene in questo genere ammetto che tu sei più fortunato. Nessuno mi ha fatto erede se non un amico, affinché con quel vantaggio, se era tale, fosse legato un qual certo dolore; quel Lucio Rubrio di Cassino, che tu non hai mai visto, ti ha fatto erede. E di certo vedi quanto ti abbia amato quello, che non sai se fosse bianco o nero. [...]