Traduzione di Epistola 19, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


Optatissimum nuntium accepi, te quaestorem in mea provincia factum esse. Spero te diutius mecum fore: Magni enim videbatur interesse ad eam necessitudinem quam nobis sors tribuit consuetudinem quoque accedere. Quod ad me Curius, consobrinus tuus, mihi, ut scis, maxime necessarius, quod item C. Vergilius, propinquus tuus, familiarissimus noster, de te accuratissime scripsit, valet id quidem apud me multum, sicuti debet hominum amicissimorum diligens commendatio, sed tuae litterae de tua praesertim dignitate et de nostra coniunctione maximi sunt apud me ponderis. Quaecumque a me ornamenta in te venire poterunt, venient, ut omnes intellegant a me habitam esse rationem tuae maiorumque tuorum dignitatis. Sed id facilius consequar si ad me in Ciliciam veneris. Quod ego et mea et rei publicae et maxime tua interesse arbitror.

Traduzione all'italiano


Ho ricevuto una notizia molto desiderata, che tu sei stato eletto questore nella mia provincia. Spero che starai con me a lungo: infatti mi sembra che sia di grande importanza per quella necessità che la sorte ci ha concesso che anche si aggiunga l'amicizia. Ciò che con grande cura mi ha scritto di te Curio, tuo cugino, come sai, molto vicino a me, e così pure a Virgilio, tuo parente, nostro amico, tengo in gran considerazione, come deve essere tenuta in consederazione una scrupolosa raccomandazione da parte di uomini molto amici. Ma la tua lettera specialmente mi fa sicuro del tuo merito e della nostra amicizia innanzi tutto. Da me si potranno presentare qualsiasi distinzioni, e si presenteranno, così che tutti capiscano che da me sia stata avuta considerazione per la dignità tua e dei tuoi antenati. Ma otterrò più facilmente ciò se tu verrai da me in Cilicia; cosa che ritengo sia di interesse per me e per la repubblica e soprattutto per te.

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