Traduzione di Epistola 12 - Ritorno a Brindisi, Libro 14 di Cicerone

Versione originale in latino


Tullius Terentiae suae sal.
Quod nos in Italiam salvos venisse gaudes, perpetuo gaudeas velim; sed perturbati dolore animi magnisque iniuriis metuo ne id consilii ceperimus, quod non facile explicare possimus. Qaure, quantum potes, adiuva; quid autem possis, mihi in mentem non venit. In viam quod te des hoc tempore, nihil est: et longum est iter et non tutum et non video, quid prodesse possis, si veneris. Vale. D. pr. Non. Nov. Brundisio.

Traduzione all'italiano


Tullio (Cicerone) saluta la sua Terenzia.
Quanto alla gioia che tu provi che io torni salvo in Italia, vorrei che tu ne provi per lungo tempo. Ma temo che, sconvolto da un intimo dolore e da gravi offese, ho preso una tale decisione che non posso portare a termine facilmente. Perciò, aiuta(mi), per quanto puoi; ma come tu (possa) non mi viene in mente. Non c'è ragione che tu ti metta in viaggio in questa circostanza. Il viaggio è lungo e non sicuro; e non vedo come tu possa essere utile, se verrai. Stammi bene. Consegnata il 4 novembre da Brindisi.