Traduzione di Epistola 5 - «Come sa di sale lo pane altrui...», Libro 3 di Cicerone

Versione originale in latino


Cicero Attico sal.
Terentia tibi et saepe et maximas agit gratias. Id est mihi gratissimum. Ego vivo miserrimus et maximo dolore conficior. Ad te quid scribam nescio. Si enim es Romae, iam me adsequi non potes; sin es in via, cum eris me adsecutus, coram agemus quae erunt agenda. Tantum te oro ut, quoniam me ipsum semper amasti, ut eodem amore sis; ego enim idem sum. Inimici mei mea mihi, non me ipsum ademerunt. Cura ut valeas. Data IV Idus April. Thuri.

Traduzione all'italiano


Cicerone saluta Attico.
Terenzia ti ringrazia spesso e massimamente. Ciò mi è molto gradito. Io vivo assai infelicemente e sono abbattuto da massimo dolore. Non so che cosa scriverti. Se infatti sei a Roma, ormai non puoi raggiungermi; ma se sei in viaggio, quando mi raggiungerai, esamineremo insieme quel che si dovrà fare. A tal punto ti prego, poiché proprio a me hai sempre voluto bene, di avere lo stesso affetto; io infatti sono lo stesso. I miei nemici mi hanno tolto le mie cose, non me stesso. Cerca di star bene. Consegnata il 10 aprile a Turi.