Traduzione di Epistola 6 - Un proemio già usato, Libro 16 di Cicerone

Versione originale in latino


[...] Nunc neglegentiam meam cognosce. "De gloria" librum ad te misi. At in eo prohoemium idem est quod in academico tertio. Id evenit ob eam rem quod habeo volumen prohoemiorum. Ex eo eligere soleo cum aliquod [i]suggrama[/i] institui. Itaque iam in Tusculano, qui non meminissem me abusum isto prohoemio, conieci id in eum librum quem tibi misi. Cum autem in navi legerem academicos, adgnovi erratum meum. Itaque statim novum prohoemium exaravi et tibi misi. Tu illud desecabis, hoc adglutinabis. Piliae salutem dices et Atticae, deliciis atque amoribus meis.

Traduzione all'italiano


[...] Ora nota la mia trascuratezza. Ti ho mandato il libro "De gloria" e in esso quel proemio che è nel terzo "Accademico". Ciò è accaduto per quella ragione poiché ho una raccolta di proemi; sono solito attingerne quando ho composto un trattato. Pertanto già nella villa di Tuscolo, poiché non ricordavo di aver utilizzato il proemio che già conosci, l'ho messo in quel libro che ti ho mandato. Ma quando sulla nave ho letto gli Accademica, ho constatato il mio errore. Pertanto ho subito scritto un nuovo proemio e te l'ho mandato. Tu separerai quello, aggiungerai questo. Salutami Pila e Attica, mie tenerissime amiche.

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