Traduzione di Epistola 2, Libro 14 di Cicerone

Testo latino e traduzione della versione da Cicerone, Epistulae ad Atticum, 14, 2

Versione originale in latino


CICERO ATTICO SAL.

duas a te accepi epistulas heri. ex priore theatrum Publiliumque cognovi, bona signa consentientis multitudinis. plausus vero L. Cassio datus etiam facetus mihi quidem visus est.
altera epistula de Madaro scripta, apud quem nullum fala/kwma , ut putas. processit enim, sed minus diutius. sermone eius sum retentus. quod autem ad te scripseram obscure fortasse, id eius modi est. aiebat Caesarem secum, quo tempore Sesti rogatu veni ad eum, cum exspectarem sedens, dixisse, 'ego nunc tam sim stultus ut hunc ipsum facilem hominem putem mihi esse amicum quom tam diu sedens meum commodum exspectet?' habes igitur inimicissimum oti, id est Bruti.
in Tusculanum hodie, Lanuvi cras, inde Asturae cogitabam. Piliae paratum est hospitium, sed vellem Atticam verum tibi ignosco. quarum utrique salutem.

Traduzione all'italiano


CICERONE AD ATTICO
Ad Attico 14, 2
Ieri ho ricevuto due lettere tue. Dalla prima ho saputo del teatro e della messa in scena di un mimo di Publilio
Siro, buoni sintomi di consenso popolare. L'applauso rivolto a Lucio Cassio, poi, mi è sembrato anche spiritoso. La
seconda lettera riguardava il nostro ospite dalla fronte spaziosa, in cui però non si nota nessuno "spazio" dispo-nibile,
come pensi tu. Ha fatto, sì, qualche progresso, ma non tanto. Mi sono fatto trascinare troppo a lungo dalle
sue chiacchiere. Circa qualcosa che ti ho scritto sono stato forse un po' oscuro, ma la sostanza è la seguente.
Raccontava che Cesare gli disse, un certo giorno che su richiesta di Sestio mi ero recato da lui e stavo aspettando
seduto in anticamera: "Posso io ora essere tanto scemo da credere che quest'uomo, che pure è un carattere mite, mi
sia ami co, quando sta seduto da ore e ore aspettando i comodi miei?~. Ecco dunque che il nostro amico dalla fronte
spaziosa ma non troppo è contrarissimo alla distensione, cioè a Bruto.
Sto pensando di andare oggi al Tuscolo, di essere domani a Lanuvio, poi ad Astura. Tutto è pronto per ospitare
Pilia, ma vorrei Attica. Però ti perdono. Salutamele tutte e due.