Traduzione di Epistola 36, Libro 12 di Cicerone

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Epistulae ad Atticum, 12, 36.

Versione originale in latino


CICERO ATTICO SAL.

Fanum fieri volo neque hoc mihi eripi potest. sepulcri similitudinem effugere non tam propter poenam legis studeo quam ut maxime adsequar. quod poteram, si in ipsa villa facerem; sed ut saepe locuti sumus, commutationes dominorum reformido. in agro ubicumque fecero, mihi videor adsequi posse ut posteritas habeat religionem. hae meae tibi ineptiae (fateor enim) ferendae sunt; nam habeo ne me quidem ipsum quicum tam audacter communicem quam tecum. sin tibi res, si locus, si institutum placet, lege, quaeso, legem mihique eam mitte. si quid in mentem veniet quo modo eam effugere possimus, utemur.
ad Brutum si quid scribes, nisi alienum putabis, obiurgato eum quod in Cumano esse noluerit propter eam causam quam tibi dixi. cogitanti enim mihi nihil tam videtur potuisse facere rustice. et si tibi placebit sic agere de fano ut coepimus, velim cohortere et exacuas Cluatium. nam etiam si alio loco placebit, illius nobis opera consilioque utendum puto. tu ad villam fortasse cras.

Traduzione all'italiano


CICERONE AD ATTICO

Voglio che si faccia un tempietto e questa idea non mi si può levare dalla testa. Desidero evitare qualunque
analogia con un sepolcro non tanto per eludere le sanzioni di legge quanto per ottenere un carattere il più possibile
sacro. Ciò sarebbe possibile se lo costruissi all'interno stesso della villa; ma, come tante volte si è detto, ho paura
dei cambiamenti di proprietà. Mentre se lo dovessi costruire in un qualunque angolo della campagna, mi sembra di
potergli garantire il religioso rispetto dei posteri. Devi farti carico di queste mie futilità (ammetto che lo siano): non
ho neppure me stesso con cui scambiare tanto francamente delle idee come con te. Se invece approvi l'idea, il posto,
il progetto, leggi per favore la legge e mandamela. Se ti venisse in mente qualche sistema per eluderla, lo
adotteremo.
Se hai da scrivere qualcosa a Bruto, rimproveralo - a meno che non ti sembri fuori luogo - per il fatto che non
si è voluto fermare nella mia villa di Cuma per quella certa ragione che ti ha detto. A ripensarci su, non mi pare che
si sarebbe potuto comportare più scontrosamente. E se sarai d'accordo a fare per il tempietto come mi sto orientando
adesso, vorrei che spronassi Cluazio e lo spingessi a muoversi. Quand'anche infatti ci si dovesse decidere per un al-tro
posto, penso di giovarmi comunque dei suoi servizi e dei suoi consigli tecnici. Immagino che domani te ne
andrai in v illa.

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