Traduzione di Paragrafo 21 - Somnium Scipionis, Libro 6 di Cicerone

Versione originale in latino


21. «Quin etiam si cupiat proles illa futurorum hominum deinceps laudes unius cuiuisque nostrum a patribus acceptus posteris prodere, tamen propter eluviones exustionesque terrarum, quas accidere tempore certo nocesse est, non modo non aeternam, sed ne diuturnam quidam gloriam adsequi possumus. Quid autem interest ab iis qui postea nascerentur sermonem fore de te, cum ab iis nullus fuerit qui ante te nati sunt (qui nec pauciores et certe meliores fuerunt viri)?»

Traduzione all'italiano


21. “E anzi, se quella discendenza che verrà degli uomini futuri volesse tramandare ai posteri le lodi di ciascuno di noi tramandate dai padri, tuttavia a causa di alluvioni e incendi della terra – che è inevitabile che avvengano entro un termine stabilito – non possiamo perseguire alcuna gloria non solo non eterna ma neppure di lunga durata. D’altra parte, che cosa importa che i posteri parlino di te dal momento che non hanno parlato di te quelli che nacquero prima di te (e che furono non meno numerosi e furono uomini certamente migliori)?”