Traduzione di Paragrafo 35, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


(Scipio) facile in civitatem receptus esset, propter umanitatem atque doctrinam Anco regi familiaris est factus usque eo ut consiliorum omnium particeps et socius paene regni putaretur. Erat in eo praeterea summa comitas, summa in omnis civis opis, auxilii, defensionis, largiendi etiam benignitas. Itaque mortuo Marcio cunctis populi suffragiis rex est creatus L. Tarquinius; sic enim suum nomen ex Graeco nomine inflexerat, ut in omni genere huius populi consuetudinem videretur imitatus. Isque ut de suo imperio legem tulit, principio duplicavit illum pristinum patrum numerum, et antiquos patres maiorum gentium appellavit, quos priores sententiam rogabat, a se adscitos minorum.

Traduzione all'italiano


([i]Parla Scipione[/i]) essendogli stato concessa facilmente la cittadinanza, per l’umanità e la cultura divenne amico del re Anco a tal punto, da essere ritenuto partecipe di tutte le decisioni e quasi alleato del regno. Inoltre c’era in lui una grandissima affabilità, e aveva la massima generosità nell'elargire verso tutti i cittadini ricchezze, assistenza e patrocini giudiziari. E così morto Marcio con tutti i voti del popolo fu eletto re L. Tarquinio; così infatti aveva cambiato il suo nome dal nome greco, affinché sembrasse che avesse assimilato in ogni aspetto i costumi di questo (nuovo) popolo. Ed egli, non appena fu ratificata la sua elezione (lett. non appena ottenne la legge sul suo comando), per prima cosa raddoppiò il vecchio numero dei patrizi, e chiamò quelli vecchi "padri delle famiglie maggiori", e a questi chiedeva i pareri per primi, e quelli nominati da lui "(padri delle famiglie) minori".