Traduzione di Paragrafo 34, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


Sed hoc loco primum videtur insitiva quadam disciplina doctior facta esse civitas. Influxit enim non tenuis quidam e Graecia rivulus in hanc urbem sed abundantissimus amnis illarum disciplinarum et artium. Fuisse enim quendam ferunt Demaratum Corinthium, et honore et auctoritate et fortunis facile civitatis suae principem; qui cum Corinthiorum tyrannum Cypselum ferre non potuisset, fugisse cum magna pecunia dicitur ac se contulisse Tarquinios, in urbem Etruriae florentissimam. Cumque audiret dominationem Cypseli confirmari, defugit patriam vir liberi ac fortis, et adscitus est civis a Tarquiniensibus atque in ea civitate domicilium et sedes collocavit. Ubi cum de matre familias Tarquiniensi duo filios procreavisset, omnibus eos artibus ad Grecorum disciplinam eru(divit).

Traduzione all'italiano


Ma a questo punto si vede per la prima volta che una qualche cultura straniera rese più dotto il complesso dei cittadini. Fluì infatti dalla Grecia non un tenue ruscello, ma un copiosissimo fiume di conoscenze e di arti. Infatti raccontano che ci fu un certo Demarato di Corinto, il più ragguardevole della sua città sia per onore sia per autorità sia per ricchezza; e, non avendo potuto sopportare Cipselo tiranno di Corinto, si dice che fuggì con una grande somma di denaro e che si recò a Tarquinia, la città più fiorente dell’Etruria. E quando sentì dire che la tirannide di Cipselo era consolidata, da uomo libero e forte rinunciò alla patria e come cittadino fu accolto dai tarquiniesi e collocò l’abitazione e la sede in quella città. E qui, avendo procreato due figli da una matrona di Tarquinia, educò loro in tutte le arti secondo il costume dei greci.