Traduzione di Libro 18 - Un parolaio, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


[...] Nec mihi opus est Graeco aliquo doctore, qui mihi pervulgata praecepta decantet, cum ipse numquam forum, numquam ullum iudicium aspexerit; ut Peripateticus ille dicitur Phormio, cum Hannibal Karthagine expulsus Ephesum ad Antiochum venisset exsul proque eo, quod eius nomen erat magna apud omnis gloria, invitatus esset ab hospitibus suis, ut eum, quem dixi, si vellet, audiret; cumque is se non nolle dixisset, locutus esse dicitur homo copiosus aliquot horas de imperatoris officio et de [omni] re militari. Tum, cum ceteri, qui illum audierant, vehementer essent delectati, quaerebant ab Hannibale, quidnam ipse de illo philosopho iudicaret: hic Poenus non optime Graece, sed tamen libere respondisse fertur, multos se deliros senes saepe vidisse, sed qui magis quam Phormio deliraret vidisse neminem. Neque me hercule iniuria; quid enim aut adrogantius aut loquacius fieri potuit quam Hannibali, qui tot annis de imperio cum populo Romano omnium gentium victore certasset, Graecum hominem, qui numquam hostem, numquam castra vidisset, numquam denique minimam partem ullius publici muneris attigisset, praecepta de re militari dare? Hoc mihi facere omnes isti, qui de arte dicendi praecipiunt, videntur; quod enim ipsi experti non sunt, id docent ceteros; sed hoc minus fortasse errant, quod non te, ut Hannibalem ille, sed pueros aut adulescentulos docere conantur."

Traduzione all'italiano


[...] Non ho bisogno di un maestro greco che mi ripeta le regolette note a tutte, quando mai ha messo piede nel foro o assistito a un processo, come si narra del (famoso) peripatetico Formione, quando Annibale espulso da Cartagine giunse esule a Efeso presso Antioco e fu dai suoi ospiti invitato, poiché il suo nome era per tutti in grande onore, a sentire quello di cui sopra (Focione), se avesse voluto; e poiché lui non disse di no, (si dice che) quell'uomo logorroico parlò per alcune ore sul dovere dei comandanti e su ogni attività militare. Allora, poiché gli altri che lo avevano ascoltato erano rimasti molto colpiti, chiesero ad Annibale che cosa pensasse di quel filosofo: si dice che il Cartaginese rispose (in un greco non ottimo, ma tuttavia scorrevole) di aver visto spesso molti vecchi pazzi, ma mai nessuno che delirasse più di Formione. E per Ercole, non a torto; che poteva esserci infatti di più arrogante o ciarliero di un greco che, non mai avendo mai visto un nemico, mai un accampamento, e non avendo infine mai avuto a che fare in minima parte con un incarico pubblico, dava precetti sull'arte militare? a quel famoso Annibale il quale per tanti anni aveva lottato vincitore contro il popolo Romano per l'egemonia di tutti i popoli. Così mi sembra che fanno tutti quelli che danno precetti sull'arte oratoria; insegnano infatti agli altri ciò di cui essi stessi non hanno esperienza; ma per questo sbagliano forse meno, poiché non cercano di istruire te, come quell'Annibale, ma i ragazzi o i fanciulli.

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