Traduzione di Paragrafo 83, Libro 3 di Cicerone

Versione originale in latino


Quid igitur minuta colligimus, hereditates, mercaturas, venditiones fraudulentas? Ecce tibi, qui rex populi Romani dominusque omnium gentium esse concupiverit idque perfecerit. Hanc cupiditatem si honestam quis esse dicit, amens est; probat enim legum et libertatis interitum earumque oppressionem taetram et detestabilem gloriosam putat. Qui autem fatetur honestum non esse in ea civitate, quae libera fuerit quaeque esse debeat, regnare, sed ei, qui id facere possit, esse utile, qua hunc obiurgatione aut quo potius convitio a tanto errore coner avellere? Potest enim, di immortales, cuiquam esse utile foedissimum et taeterrimum parricidium patriae, quamvis is, qui se eo obstrinxerit, ab oppressis civibus parens nominetur? Honestate igitur dirigenda utilitas est, et quidem sic, ut haec duo verbo inter se discrepare, re unum sonare videantur.

Traduzione all'italiano


Ma perché andiamo raccogliendo queste minuzie, eredità, commerci, vendite fraudolente? Eccoti chi desiderò essere re del popolo romano e signore di tutte le genti, e ci riuscì. Se qualcuno dicesse che questa bramosia è onesta, sarebbe un pazzo; così facendo egli approva la morte delle leggi e della libertà e ritiene gloriosa la loro infame e detestabile soppressione. Se uno, invece, ammette che non è onesto regnare in una città che è stata e dovrebbe essere libera, ma è utile a chi è capace di farlo, con quali rimproveri o, piuttosto, con quali grida potresti tentare dì allontanarlo da un simile errore? Può, per gli dei immortali, essere utile a qualcuno il più turpe e abominevole parricidio della patria, anche se colui che se n'è macchiato viene chiamato "padre" dai cittadini oppressi? L'utilità, dunque, deve essere guidata dall'onestà, e precisamente in modo che questi due concetti a parole sembrino diversi, ma nella sostanza suonino la stessa cosa.