Traduzione di Paragrafo 4, Libro 3 di Cicerone

Versione originale in latino


Quamquam Africanus maiorem laudem meo iudicio assequebatur. Nulla enim eius ingenii monumenta mandata litteris, nullum opus otii, nullum solitudinis munus extat; ex quo intellegi debet illum mentis agitatione investigationeque earum rerum, quas cogitando consequebatur, nec otiosum nec solum umquam fuisse; nos autem, qui non tantum roboris habemus, ut cogitatione tacita a solitudine abstrahamur, ad hanc scribendi operam omne studium curamque convertimus. Itaque plura brevi tempore eversa quam multis annis stante re publica scripsimus.

Traduzione all'italiano


Comunque l'Africano conseguì, a mio parere, una gloria maggiore. Non resta alcuna testimonianza scritta del suo ingegno, nessuna opera elaborata nel periodo di riposo, nessun frutto della sua solitudine. Da ciò si deve arguire che egli, per il suo fervore intellettuale e per la ricerca di quelle (verità) che raggiungeva col pensiero, non fu mai ozioso e mai solo; io, invece, che non ho tanto vigore da astrarmi dalla solitudine con una silenziosa meditazione, ho rivolto tutto il mio interesse e la mia attenzione a quest'attività dello scrivere: perciò in poco tempo ho scritto più opere dopo la caduta della repubblica, che in molti anni, quando essa era in piedi.