Traduzione di Paragrafo 109, Libro 3 di Cicerone

Versione originale in latino


At vero T. Veturius et Sp. Postumius, cum iterum consules essent, quia, cum male pugnatum apud Caudium esset, legionibus nostris sub iugum missis, pacem cum Samnitibus fecerant, dediti sunt iis, iniussu enim populi senatusque fecerant. Eodemque tempore Ti. Numicius, Q. Maelius, qui tum tribuni pl. erant, quod eorum auctoritate pax erat facta, dediti sunt, ut pax Samnitium repudiaretur. Atque huius deditionis ipse Postumius, qui dedebatur, suasor et auctor fuit. Quod idem multis annis post C. Mancinus, qui, ut Numantinis, quibuscum sine senatus auctoritate foedus fecerat, dederetur, rogationem suasit eam, quam L. Furius, Sex. Atilius ex senatus consulto ferebant; qua accepta est hostibus deditus. Honestius hic quam Q. Pompeius, quo, cum in eadem causa esset, deprecante accepta lex non est. Hic ea, quae videbatur utilitas, plus valuit quam honestas, apud superiores utilitatis species falsa ab honestatis auctoritate superata est.

Traduzione all'italiano


Ma Tito Veturio e Spurio Postumio, consoli per la seconda volta, poiché, dopo l'infelice battaglia di Caudio e dopo che le nostre legioni furono mandate sotto il giogo, avevano stipulato la pace con i Sanniti, furono consegnati ad essi per aver agito senza l'approvazione del popolo e del senato. Contemporaneamente Tiberio Numicio e Quinto Melio, allora tribuni della plebe, siccome la pace era stata stipulata con la loro autorizzazione, furono consegnati affinché fosse annullata la pace coi Sanniti; lo stesso Postumio, che doveva venir consegnato, fu sostenitore e promotore di questa procedura. Lo stesso fece, molti anni dopo, Gaio Mancino, che, avendo stipulato un trattato coi Numantini senza l'autorizzazione del senato, sostenne la proposta presentata, per decreto del senato, da Lucio Furio e Sesto Attilio; approvata la proposta, egli fu consegnato ai nemici. Si comportò più onorevolmente lui di Quinto Pompeo che, trovandosi nella medesima situazione, supplicò in modo tale che la legge non fu accettata. In questo caso quella che sembrava utilità valse più dell'onestà, in quelli precedenti una falsa apparenza d'utilità fu superata dall'autorevolezza dell'onestà.