Traduzione di Paragrafo 101, Libro 3 di Cicerone

Versione originale in latino


At stulte, qui non modo non censuerit captivos remittendos, verum etiam dissuaserit. Quo modo stulte? etiamne, si rei publicae conducebat? Potest autem, quod inutile rei publicae sit, id cuiquam civi utile esse? Pervertunt homines ea, quae sunt fundamenta naturae, cum utilitatem ab honestate seiungunt. Omnes enim expetimus utilitatem ad eamque rapimur nec facere aliter ullo modo possumus. Nam quis est, qui utilia fugiat? aut quis potius, qui ea non studiosissime persequatur? Sed quia nusquam possumus nisi in laude, decore, honestate utilia reperire, propterea illa prima et summa habemus, utilitatis nomen non tam splendidum quam necessarium ducimus.

Traduzione all'italiano


"Ma fu stolto, perché non solo non propose la restituzione dei prigionieri, ma anche dissuase dal farlo". E come stolto? Anche se recava giovamento allo Stato? È possibile che quanto è inutile allo Stato possa essere utile a qualche cittadino? Gli uomini sovvertono i fondamenti della natura nel separare l'utilità dall'onestà. Tutti, infatti, desideriamo ciò che è utile e siamo trascinati verso di esso, senza poter fare in alcun modo diversamente. Chi c'è che si terrebbe lontano dall'utile? O chi, piuttosto, che non lo ricercherebbe con il massimo impegno? Ma poiché possiamo trovarlo soltanto nella gloria, nella dignità, nell'onestà, per tale motivo riteniamo questi come i primi e maggiori beni, mentre consideriamo il termine 'utilità, non tanto magnifico quanto necessario.