Traduzione di Paragrafo 83, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


O virum magnum dignumque, qui in re publica nostra natus esset! Sic par est, agere cum civibus, non, ut bis iam vidimus, hastam in foro ponere et bona civium voci subicere praeconis. At ille Graecus, id quod fuit sapientis et praestantis viri, omnibus consulendum putavit, eaque est summa ratio et sapientia boni civis, commoda civium non divellere atque omnis aequitate eadem continere. Habitent gratis in alieno. Quid ita? Ut, cum ego emerim, aedificarim, tuear, impendam, tu me invito fruare meo? Quid est aliud aliis sua eripere, aliis dare aliena?

Traduzione all'italiano


O uomo grande e degno di esser nato nel nostro Stato! Questo è il modo equo di agire coi cittadini, non, come abbiamo già visto per due volte, piantare l'asta nel foro e mettere all'incanto i beni dei cittadini. Ma quel Greco ritenne che si dovesse provvedere a tutti, e questa fu una decisione degna di un uomo saggio e superiore; in questo consiste la massima avvedutezza e saggezza di un buon cittadino, nel non eliminare i vantaggi dei cittadini e nel trattare tutti con la stessa equità. Abitino gratis nella proprietà altrui. E perché questo? Dopo che - io ho comprato, edificato, curato e speso, tu godrai del mio senza che io lo voglia? Che altro è se non strappare agli uni i propri averi e dare agli altri quelli altrui?