Traduzione di Paragrafo 60, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


Atque etiam illae impensae meliores, muri, navalia, portus, aquarum ductus omniaque, quae ad usum rei publicae pertinent, quamquam, quod praesens tamquam in manum datur, iucundius est, tamen haec in posterum gratiora. Theatra, porticus, nova templa verecundius reprehendo propter Pompeium, sed doctissimi non probant, ut et hic ipse Panaetius, quem multum in his libris secutus sum non interpretatus, et Phalereus Demetrius, qui Periclem, principem Graeciae vituperat, quod tantam pecuniam in praeclara illa propylaea coniecerit. Sed de hoc genere toto in iis libris, quos de re publica scripsi, diligenter est disputatum. Tota igitur ratio talium largitionum genere vitiosa est, temporibus necessaria et tum ipsum et ad facultates accommodanda et mediocritate moderanda est.

Traduzione all'italiano


Anche più giuste sono quelle spese di pubblica utilità, come le mura, gli arsenali, i porti, gli acquedotti; benché sia più piacevole quel denaro che si dà quasi in mano, tuttavia queste opere saranno più gradite in futuro. Nel biasimare i teatri, i portici, i nuovi templi, agisco con più ritegno a causa di Pompeo, ma gli uomini saggi non approvano, come lo stesso Panezio, che io ho molto seguito in questi libri, senza però tradurlo, e Demetrio Falereo, che biasima Pericle, il primo dei Greci, per il fatto che profuse tante denaro in quei famosissimi propilei. Ma di tutto questo argomento si è trattato a lungo in quei libri che ho scritto 'Sulla repubblica'. L'intero sistema di tali elargizioni è, dunque, in se stesso dannoso, ma necessario a seconda delle circostanze, ed anche allora deve essere commisurato alle capacità economiche e regolato in base al giusto mezzo.