Traduzione di Paragrafo 54, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


Hoc ille filio, sed praeceptum putemus omnibus. Quam ob rem id quidem non dubium est, quin illa benignitas, quae constet ex opera et industria, et honestior sit et latius pateat et possit prodesse pluribus. Non numquam tamen est largiendum nec hoc benignitatis genus omnino repudiandum est et saepe idoneis hominibus indigentibus de re familiari impertiendum, sed diligenter atque moderate. Multi enim patrimonia effuderunt, inconsulte largiendo. Quid autem est stultius quam. Quod libenter facias, curare ut id diutius facere non possis? Atque etiam sequuntur largitionem rapinae. Cum enim dando egere coeperunt, alienis bonis manus afferre coguntur. Ita, cum benivolentiae comparandae causa benefici esse velint, non tanta studia assequuntur eorum, quibus dederunt, quanta odia eorum, quibus ademerunt.

Traduzione all'italiano


Questo dice Filippo al figlio, ma noi dobbiamo giudicarlo un consiglio valido per tutti. Perciò non c'è dubbio che quella beneficenza che consta dell'opera e dello zelo è più onesta e si estende più ampiamente e può giovare a più persone. Tuttavia talvolta si devono fare delle elargizioni e questo genere di beneficenza non si deve del tutto evitare, e spesso bisogna far parte delle proprie sostanze a persone bisognose e meritevoli, pur con diligenza e moderazione. Molti hanno dilapidato i loro patrimoni col donare sconsideratamente. Che cosa c'è di più stolto del fare di tutto per non poter compiere più a lungo ciò che si farebbe volentieri? E le estorsioni tengono dietro alle elargizioni; quando a forza di dare si incomincia ad aver bisogno, si è costretti a porre mano ai beni altrui. Così, pur volendo esser benefici per procacciarsi la benevolenza, non si ottiene tanto l'affetto di quelli ai quali si è elargito, quanto l'odio di quelli ai quali si è tolto.