Traduzione di Paragrafo 50, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


Sed hoc quidem non est saepe faciendum nec umquam nisi aut rei publicae causa, ut ii, quos ante dixi, aut ulciscendi gratia, ut duo Luculli, aut patrocinii, ut nos pro Siculis, pro Sardis in Albucio Iulius. In accusando etiam M.' Aquilio L. Fufii cognita industria est. Semel igitur aut non saepe certe. Sin erit, cui faciendum sit saepius, rei publicae tribuat hoc muneris, cuius inimicos ulcisci saepius non est reprehendendum; modus tamen adsit. Duri enim hominis, vel potius vix hominis videtur periculum capitis inferre multis. Id cum periculosum ipsi est, tum etiam sordidum ad famam committere, ut accusator nominere; quod contigit M. Bruto, summo genere nato, illius filio, qui iuris civilis in primis peritus fuit.

Traduzione all'italiano


Tuttavia questo non si deve fare spesso, né mai se non in difesa dello Stato. come nel caso di quelli di cui ho parlato prima, o per vendicarsi, come nel caso dei due Luculli, o per difendere altri, come nella mia causa in difesa dei Siciliani e come fece Giulio in difesa dei Sardi, nel caso di Albucio. Anche nell'accusa contro Manio Aquilio apparve chiara l'operosità di Lucio Fufio. Si accusi, dunque, una sola volta o, almeno, non spesso. Se invece, c'è qualcuno che debba ricorrere più spesso all'accusa, lo faccia come servizio per la patria; non si deve riprendere, difatti, il punire di frequente i suoi nemici: tuttavia ci vuole misura, perché ci si fa la fama di uomo crudele o piuttosto nemmeno di uomo, nel mettere molti in pericolo mortale. È pericoloso per se stessi ed anche infamante procurarsi la nomea di accusatore. Ciò toccò a Marco Bruto, nato da nobilissima famiglia e figlio di quello che fu tra i migliori esperti di diritto civile.