Traduzione di Paragrafo 35, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


Sed ne quis sit admiratus cur, cum inter omnes philosophos constet a meque ipso saepe disputatum sit, qui unam haberet, omnes habere virtutes, nunc ita seiungam, quasi possit quisquam, qui non idem prudens sit, iustus esse, alia est illa, cum veritas ipsa limatur in disputatione, subtilitas, alia, cum ad opinionem communem omnis accommodatur oratio. Quam ob rem, ut vulgus, ita nos hoc loco loquimur, ut alios fortes, alios viros bonos, alios prudentes esse dicamus. Popularibus enim verbis est agendum et usitatis, cum loquimur de opinione populari, idque eodem modo fecit Panaetius. Sed ad propositum revertamur.

Traduzione all'italiano


Qualcuno potrebbe meravigliarsi del fatto che, mentre tutti i filosofi affermano - e d'altra parte anch'io ho sostenuto tale tesi - che chi ha una virtù le possiede tutte, ora le separi così, come se qualcuno potesse esser giusto, senza essere nello stesso tempo saggio; ma altro è quella sottigliezza usata quando si definisce accuratamente in una discussione filosofica proprio la verità, altro è quella adoperata quando tutto il discorso si modella in base alle esigenze dell'opinione comune. Perciò noi ora parliamo, in questo passo, come la gente comune, e alcuni li chiamiamo coraggiosi, altri onesti, altri saggi. Si devono usare termini popolari e comuni nel parlare dell'opinione comune; allo stesso modo si comportò Panezio. Ma ritorniamo al tema che ci eravamo proposti.