Traduzione di Paragrafo 31, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


Honore et gloria et benivolentia civium fortasse non aeque omnes egent, sed tamen, si cui haec suppetunt, adiuvant aliquantum cum ad cetera, tum ad amicitias comparandas. Sed de amicitia alio libro dictum est, qui inscribitur Laelius; nunc dicamus de gloria, quamquam ea quoque de re duo sunt nostri libri, sed attingamus, quandoquidem ea in rebus maioribus administrandis adiuvat plurimum. Summa igitur et perfecta gloria constat ex tribus his: si diligit multitudo, si fidem habet, si cum admiratione quadam honore dignos putat. Haec autem, si est simpliciter breviterque dicendum, quibus rebus pariuntur a singulis, eisdem fere a multitudine. Sed est alius quoque quidam aditus ad multitudinem, ut in universorum animos tamquam influere possimus.

Traduzione all'italiano


Non tutti, forse, hanno bisogno allo stesso modo dell'onore, della gloria e della benevolenza dei cittadini, ma tuttavia, se qualcuno è provvisto di queste qualità, esse l'aiutano sensibilmente a procurarsi, oltre a tutto il resto, le amicizie. Dell'amicizia si è parlato in un altro libro [che si intitola 'Lelio']; ora parliamo della gloria, sebbene anche su questo argomento ci siano due miei libri, ma ne accenniamo dal momento che giova moltissimo nell'occuparsi dei più alti affari. La suprema e perfetta gloria consta di tre elementi: se la moltitudine ci ama, se ha in noi fiducia, se, insieme con l'ammirazione, ci stima degni di un qualche onore. Orbene - per dirla in breve e semplicemente - suscitiamo nella moltitudine questi sentimenti quasi con quegli stessi mezzi coi quali li facciamo nascere nelle singole persone, Ma vi è anche un altro accesso alla simpatia della folla, per poter esercitare una certa influenza sull'animo di tutti.