Traduzione di Paragrafo 27, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


Itaque illud patrocinium orbis terrae verius quam imperium poterat nominari. Sensim hanc consuetudinem et disciplinam iam antea minuebamus, post vero Sullae victoriam penitus amisimus; desitum est enim videri quicquam in socios iniquum, cum exstitisset in cives tanta crudelitas. Ergo in illo secuta est honestam causam non honesta victoria. Est enim ausus dicere hasta posita, cum bona in foro venderet et bonorum virorum et locupletium et certe civium, praedam se suam vendere. Secutus est, qui in causa impia, victoria etiam foediore, non singulorum civium bona publicaret, sed universas provincias regionesque uno calamitatis iure comprehenderet.

Traduzione all'italiano


Perciò quello si poteva chiamare con maggiore verità patrocinio del mondo che impero. A poco a poco già da tempo avevamo attenuato questa consuetudine e questa condotta, ma dopo la vittoria di Silla essa scomparve del tutto. Cessò, infatti, di apparire ingiusto ogni danno contro gli alleati, dopo che erano state commesse crudeltà tanto grandi verso i cittadini. Nel caso di Silla, dunque, una vittoria poco onesta tenne dietro ad una causa onesta. Infatti egli osò dire, vendendo - dopo aver piantato l'asta - nel foro i beni di onesti cittadini, ricchi e, pur sempre, cittadini, che egli vendeva il suo bottino. Gli tenne dietro uno che, per un'empia causa, con una vittoria ancor più turpe, non solo vendeva i beni dei singoli cittadini, ma comprendeva sotto un unico diritto di sciagura tutte le province e le regioni.