Traduzione di Paragrafo 2 - L'otium forzato di Cicerone, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


Quamquam enim libri nostri complures non modo ad legendi, sed etiam ad scribendi studium excitaverunt, tamen interdum vereor ne quibusdam bonis viris philosophiae nomen sit invisum mirenturque in ea tantum me operae et temporis ponere. Ego autem quam diu res publica per eos gerebatur, quibus se ipsa commiserat, omnes meas curas cogitationesque in eam conferebam. Cum autem dominatu unius omnia tenerentur neque esset usquam consilio aut auctoritati locus, socios denique tuendae rei publicae summos viros amisissem, nec me angoribus dedidi, quibus essem confectus, nisi iis restitissem, nec rursum indignis homine docto voluptatibus.

Traduzione all'italiano


Sebbene infatti parecchi nostri libri abbiano acceso la passione non solo per il leggere ma anche per lo scrivere, tuttavia talvolta temo che a certi uomini onesti il nome della filosofia sia odioso e che si stupiscano che io dedichi ad essa tanto lavoro e tempo. Io invece per tutto il tempo in cui lo stato era governato per mezzo di coloro ai quali esso stesso si era affidato, rivolgevo ogni preoccupazione e pensiero ad esso; poiché invece tutto è governato dal dominio di uno solo, e non c'è in alcun luogo posto per consiglio o volontà, poiché avevo perso infine eccellenti uomini compagni nel difendere lo stato, non mi sono né abbandonato alle angosce, dalle quali sarei stato schiacciato, se non avessi fatto resistenza ad esse, né d'altra parte ai piaceri indegni per un uomo dotto