Traduzione di Paragrafo 138, Libro 1 di Cicerone

Versione originale in latino


Et quoniam omnia persequimur, volumus quidem certe, dicendum est etiam, qualem hominis honorati et principis domum placeat esse, cuius finis est usus, ad quem accommodanda est aedificandi descriptio et tamen adhibenda commoditatis dignitatisque diligentia. Cn. Octavio, qui primus ex illa familia consul factus est, honori fuisse accepimus, quod praeclaram aedificasset in Palatio et plenam dignitatis domum, quae cum vulgo viseretur, suffragata domino, novo homini, ad consulatum putabatur. Hanc Scaurus demolitus accessionem adiunxit aedibus. Itaque ille in suam domum consulatum primus attulit, hic, summi et clarissimi viri filius, in domum multiplicatam non repulsam solum rettulit, sed ignominiam etiam et calamitatem.

Traduzione all'italiano


Io voglio, o almeno vorrei, trattare compiutamente ogni cosa; conviene perciò dire anche quale dev'essere, a mio parere, la casa di un uomo che gli onori e i meriti hanno posto in alto. Scopo principale della casa è l'utilità pratica; e appunto a questa deve conformarsi la struttura generale dell'edificio; bisogna tuttavia tener conto a un tempo della comodità e della dignità. A Gneo Ottavio, che, primo della sua famiglia, fu eletto console, tornò, com'è noto, a grande onore l'aver costruito sul Palatino una bellissima e dignitosissima casa; e poiché tutti andavano a vederla, si credeva che quella avesse aiutato il suo padrone, uomo nuovo, ad arrivare al consolato. Scauro la demolì per farne un'appendice al suo palazzo. Fu cosi che, mentre quello portò per primo nella sua casa il consolato, questi, figlio di un grande e illustre personaggio, riportò nella sua casa più volte ingrandita non solo la sconfitta elettorale, ma anche il disonore e la sventura.