Traduzione di Paragrafo 105, Libro 1 di Cicerone

Versione originale in latino


Sed pertinet ad omnem officii quaestionem semper in promptu habere, quantum natura hominis pecudibus reliquisque beluis antecedat; illae nihil sentiunt nisi voluptatem ad eamque feruntur omni impetu, hominis autem mens discendo alitur et cogitando, semper aliquid aut anquirit aut agit videndique et audiendi delectatione ducitur. quin etiam, si quis est paulo ad voluptates propensior, modo ne sit ex pecudum genere (sunt enim quidam homines non re, sed nomine) sed si quis est paulo erectior, quamvis voluptate capiatur, occultat et dissimulat appetitum voluptatis propter verecundiam.

Traduzione all'italiano


In tutto il problema relativo al dovere conviene tenere sempre presente quanto la natura umana sia superiore a quella delle bestie e degli altri bruti; quelle non avvertono se non il piacere e vi sono trascinate d'impeto, la mente umana invece si alimenta di nozioni e di pensieri, cerca o fa sempre qualche cosa, è spinta dal diletto di vedere e di udire. Che anzi, se c'è qualcuno un po' incline ai piaceri, purché non sia una bestia, poiché vi sono taluni uomini solo di nome non di fatto, ma anche che guardi un po' più in alto, sebbene preso dalla sensualità, nasconde e dissimula il suo desiderio di piacere per vergogna.