Traduzione di Paragrafo 1, Libro 3 di Cicerone

Versione originale in latino


[b]Marcus:[/b] Sequar igitur ut institui divinum illum virum quem <nimia> quadam admiratione commotus saepius fortasse laudo quam necesse est.
[b]Atticus:[/b] Platonem videlicet dicis.
[b]Marcus:[/b] Istum ipsum Attice.
[b]Atticus:[/b] Tu vero eum nec nimis valde umquam nec nimis saepe laudaveris. Nam hoc mihi etiam nostri illi, qui neminem nisi suum laudari volunt, concedunt, ut eum arbitratu meo diligam.
[b]Marcus:[/b] Bene hercle faciunt. Quid enim est elegantia tua dignius? Cuius et vita et oratio consecuta mihi videtur difficillimam illam societatem gravitatis cum humanitate.
[b]Atticus:[/b] Sane gaudeo quod te interpellavi, quoniam quidem tam praeclarum mihi dedisti iudicii tui testimonium. Sed perge ut coeperas.
[b]Marcus:[/b] Laudemus igitur prius legem ipsam veris et propriis generis sui laudibus?
[b]Atticus:[/b] Sane quidem, sicut de religionum lege fecisti.

Traduzione all'italiano


[b]Marco:[/b] Seguirò dunque, come ho incominciato, quell'autore quasi divino che io, mosso dall'ammirazione, cito forse più spesso di quanto sarebbe necessario.
[b]Attico:[/b] Vuoi dire Platone.
[b]Marco:[/b] È appunto a lui, che mi riferisco, Attico.
[b]Attico:[/b] Eppure non viene citato mai abbastanza e né abbastanza spesso; infatti anche quei miei amici studiosi che non permettono mai di citare qualcuno se non è il loro maestro, mi consentono di amare il mio maestro come voglio.
[b]Marco:[/b] E fanno bene, per Ercole. Che c'è infatti di più degno della tua finezza? Il tuo stile di vita e di linguaggio mi sembra che sia riuscito a raggiungere quel difficilissimo equilibrio tra autorevolezza e gentilezza.
[b]Attico:[/b] Sono contento d'averti interrotto, dal momento che mi hai dato una così preziosa testimonianza del tuo senso critico. Ma continua quello che avevi iniziato.