Traduzione di Paragrafo 67, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


Haec igitur Athenienses tui. Sed videamus Platonem, qui iusta funerum reicit ad interpretes religionum; quem nos morem tenemus. De sepulcris autem dicit haec: vetat ex agro culto, eove qui coli possit, ullam partem sumi sepulcro; sed quae natura agri tantum modo efficere possit, ut mortuorum corpora sine detrimento vivorum recipiat, ea potissimum ut conpleatur; quae autem terra fruges ferre et ut mater cibos suppeditare possit, eam ne quis nobis minuat neve vivos neve mortuos.

Traduzione all'italiano


Queste le misure adottate dai tuoi Ateniesi. Ma vediamo Platone, che assegna le cerimonie funebri alla competenza dei ministri del culto, usanza che osserviamo anche noi. E, sui sepolcri, egli dice questo: è vietato riservare alla sepoltura una parte di terreno coltivato o coltivabile; ma soltanto quella parte, che per la natura del suolo possa accogliere i corpi dei morti senza detrimento per i vivi, questa sola venga pure riempita; mentre quella terra che può produrre raccolti e, come una madre, offrirci nutrimento, non deve esserci sottratta da nessuno, né vivo né morto.