Traduzione di Paragrafo 42, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


Omnia tum perditorum civium scelere discessu meo religionum iura polluta sunt, vexati nostri Lares familiares, in eorum sedibus exaedificatum templum Licentiae, pulsus a delubris is qui illa servarat: circumspicite celeriter animo - nihil enim attinet quemquam nominari -, qui sint rerum exitus consecuti: nos, qui illam custodem urbis omnibus ereptis nostris rebus ac perditis violari ab impiis passi non sumus eamque ex nostra domo in ipsius patris domum detulimus, iudicia senatus, Italiac, gentium denique omnium conservatae patriae consecuti sumus. Quo quid accidere potuit homini praeclarius? Quorum scelere religiones tum prostratae adflictaeque sunt, partim ex illis distracti ac dissipati iacent; qui vero ex iis et horum scelerum principes fuerant et praeter ceteros in omni religione inpii, non solum <nullo in> vita cruciatu atque dedecore, verum etiam sepultura et iustis exsequiarum carent.

Traduzione all'italiano


Alla mia partenza, dal delitto di cittadini scellerati furono contaminate tutte le leggi sacre, profanati i nostri Lari familiari, al loro posto fu edificato un tempio alla Licenza, e dagli altari fu scacciato colui che li aveva salvati; considerate rapidamente - non è infatti il caso di fare il nome di alcuno- quali siano state le conseguenze. Noi, che non avevamo permesso che quella custode della città fosse violata dai sacrileghi, pur in mezzo alla distruzione ed alla dispersione dei nostri beni, e l'avevamo trasferita dalla casa nostra in quella del suo genitore, ci siamo meritati il riconoscimento da parte del senato, dell'Italia, ed infine di tutti i popoli, d'avere salvato la patria e che cosa di più eccezionale sarebbe potuta accadere ad un uomo? Coloro invece, per il cui delitto la religione era allora stata calpestata e profanata, in parte se ne stanno dispersi e sbandati; e quanti fra loro erano stati i principali responsabili di questi delitti ed empi più d'ogni altro verso ogni culto, non solo patirono in vita [ tormenti] e disonore, ma furono privi di sepoltura e di onoranze funebri.