Traduzione di Paragrafo 50, Libro 1 di Cicerone

Versione originale in latino


Quid vero de modestia, quid de temperantia, quid de continentia, quid de verecundia, pudore pudicitiaque dicemus? Infamiaene metu non esse petulantes, an legum et iudiciorum? Innocentes ergo et verecundi sunt, ut bene audiant, et, ut rumorem bonum colligant, erubescent impudica loqui. At me istorum philosophorum pudet, qui <vitii> iudicium vitare <volunt, nec se> vitio ipso <no>tat<os> putant.

Traduzione all'italiano


Che dovremo dire della moderazione, della temperanza, dell'equilibrio, della vergogna, della riservatezza e della pudicizia? Che forse non si è sfrontati per timore del disonore, o delle leggi e dei processi? Allora sono persone oneste e morigerate per sentire parlare bene di sé, e allo scopo di raccogliere commenti amichevoli, arrossiscono nel dire cose indecenti. Tuttavia io mi vergogno di codesti filosofi, che vogliono evitare di essere giudicati, né pensano di essersi messi in vista proprio per un'azione colpevole.