Traduzione di Paragrafo 4, Libro 1 di Cicerone

Versione originale in latino


[b]Atticus:[/b] Quorsum tandem aut cur ista quaeris?
[b]Marcus:[/b] Nihil sane, nisi ne nimis diligenter inquiras in ea quae isto modo memoriae sint prodita.
[b]Atticus:[/b] Atqui multa quaeruntur in Mario fictane an vera sint, et a nonnullis quod et in recenti memoria et in Arpinati homine vers<atur>, veritas a te postulatur.
[b]Marcus:[/b] Et mehercule ego me cupio non mendacem putari, sed tamen nonnulli isti, Tite noster, faciunt imperite, qui in isto periculo non ut a poeta sed ut a teste veritatem exigant, nec dubito quin idem et cum Egeria conlocutum Numam et ab aquila Tarquinio apicem impositum putent.

Traduzione all'italiano


[b]Attico:[/b] Ma qual è il tuo obiettivo e perché mi fai questa domanda?
[b]Marco:[/b] Per nessun altro fine se non perché tu non ti metta ad indagare con troppo impegno tradizioni di questo genere.
[b]Attico:[/b] Eppure di molti fatti nel "Mario" si domanda se siano reali o inventati, e da parte di parecchi ti si chiede la verità, dal momento che sei interessato ai fatti recenti e ad un personaggio di Arpino.
[b]Marco:[/b] Per Ercole, io non vorrei essere considerato un bugiardo; eppure codesti "parecchi", mio Tito, si comportano da ingenui sprovveduti, pretendendo la verità in questo mio tentativo, non come se fossi un poeta, ma addirittura un testimone; e non dubito che questi stessi crederebbero che Numa avesse davvero dei colloqui con Egeria e che un'aquila abbia incoronato Tarquinio.