Traduzione di Paragrafo 28, Libro 1 di Cicerone

Versione originale in latino


[b]Atticus:[/b] Di immortales, quam tu longe iuris principia repetis! atque ita ut ego non modo ad illa non properem, quae exspectabam a te de iure civili, sed facile patiar te hunc diem vel totum in isto sermone consumere. Sunt enim haec maiora, quae aliorum causa fortasse conplecteris, quam ipsa illa, quorum haec causa praeparantur.
[b]Marcus:[/b] Sunt haec quidem magna, quae nunc breviter attinguntur. Sed omnium quae in hominum doctorum disputatione versantur, nihil est profecto praestabilius, quam plane intellegi, nos ad iustitiam esse natos, neque opinione sed natura constitutum esse ius. Id iam patebit, si hominum inter ipsos societatem coniunctionemque perspexeris.

Traduzione all'italiano


[b]Attico:[/b] O dèi immortali, quanto lontano tu risali sino alla fonte originaria del diritto! Così io non soltanto non correrò dietro quello che mi attendevo da te intorno al diritto civile, ma sopporterò tranquillamente che tu trascorra questa giornata anche tutta intera in tale conversazione; infatti questi argomenti che intendi sviluppare forse per dimostrarne altri, sono più importanti di quelli per i quali tu prepari queste premesse.
[b]Marco:[/b] Senza dubbio sono importanti quelli che ora vengono toccati brevemente. Ma di tutto ciò di cui si occupano le discussioni dei dotti, nulla è certamente più importante del capire chiaramente che noi siamo nati per la giustizia, e che il diritto non è stato fondato per una convenzione, ma dalla natura stessa. E ciò sarà del tutto chiaro, se analizzerai la società ed il legame reciproco tra gli stessi uomini.