Traduzione di Paragrafo 21, Libro 1 di Cicerone

Versione originale in latino


[b]Marcus:[/b] Dasne igitur hoc nobis, Pomponi, (nam Quinti novi sententiam), deorum immortalium <n>ut<u>, ratione, potestate, mente, numine (sive quod est aliud verbum quo planius significem quod volo) naturam omnem regi? Nam, si hoc <c>o<m>probas, ab eo nobis causa ordienda est potissimum.
[b]Atticus:[/b] Do sane, si postulas; etenim propter hunc concentum avium strepitumque fluminum non vereor condiscipulorum ne quis exaudiat.
[b]Marcus:[/b] Atqui cavendum est; solent enim (id quod virorum bonorum est) admodum irasci, nec vero ferent, si audierint, te primum caput vi<ri> optimi prodidisse, in quo scripsit nihil curare deum nec sui nec alieni.

Traduzione all'italiano


[b]Marco:[/b] Ci concedi dunque questo, Pomponio - infatti già conosco perfettamente il pensiero di Quinto -, che tutto l'universo è governato dal volere degli dei immortali, dalla ragione, dall'autorità, dall'intelletto, dalla potenza, o con qualunque altro termine con cui significare più chiaramente ciò che intendo? Infatti se tu non lo ammettessi, proprio da ciò dovremmo incominciare la nostra discussione.
[b]Attico:[/b] Te lo concedo, se me lo chiedi; intanto per questo concerto di uccelli ed il fragore dei fiumi non temo che mi senta alcuno dei miei condiscepoli.
[b]Marco:[/b] Ed è necessario essere cauti; infatti essi come tutti i galantuomini, sono soliti dare in escandescenze, e non tollereranno certo se sentiranno dire che proprio tu hai pubblicato il primo capitolo di quell'ottima persona, in cui egli scrisse che il dio di nulla si cura, né delle cose proprie né delle cose altrui.