Traduzione di Paragrafo 2, Libro 1 di Cicerone

Versione originale in latino


[b]Quintus:[/b] Sit ita sane; verum tamen dum Latinae loquentur litterae, quercus huic loco non deerit quae Mariana dicatur, eaque, ut ait Scaevola de fratris mei Mario, canescet saeclis innumerabilibus, nisi forte Athenae tuae sempiternam in arce oleam tenere potuerunt, aut quam Homericus Ulixes Deli se proceram et teneram palmam vidisse dixit, hodie monstrant eandem, multaque alia multis locis diutius commemoratione manent quam natura stare potuerunt. Quare glandifera illa quercus, ex qua olim evolavit nuntia fulva Iovis miranda visa figura, nunc sit haec. Sed cum eam tempestas vetustasve consumpserit, tamen erit his in locis quercus quam Marianam quercum voca<bu>nt.

Traduzione all'italiano


[b]Quinto:[/b] E sia pure così; tuttavia, finché potrà avere spazio la letteratura latina, questo luogo non sarà privo di una quercia che venga denominata "Mariana", ed essa, come dice Scevola del "Mario" di mio fratello, per infiniti secoli diverrà canuta, se è vero che la tua Atene coté conservare sull'Acropoli un olivo immortale, o se ancora oggi viene mostrata quella medesima palma, per il fatto che l'omerico Ulisse disse di averla vista in Delo, slanciata e giovane; e inoltre è noto che molti oggetti nel ricordo sopravvivono in molti luoghi più durevolmente di quanto non sarebbero potuti sussistere per natura. Per questa ragione quella "ghiandifera" quercia, dalla quale un tempo prese il volo, può ora essere esattamente questa. Ma nonostante tempo e vecchiaia l'abbiano consumata, resterà in questi luoghi quella quercia, che chiameranno Mariana.