Traduzione di Paragrafo 18, Libro 1 di Cicerone

Versione originale in latino


[b]Quintus:[/b] Alte vero et, ut oportet, a capite, frater, repetis quod quaerimus, et qui aliter ius civile tradunt, non tam iustitiae quam litigandi tradunt vias.
[b]Marcus:[/b] Non ita est, Quinte, ac potius ignoratio iuris litigiosa est quam scientia. Sed hoc posterius: nunc iuris principia videamus.
Igitur doctissimis viris proficisci placuit a lege, haud scio an recte, si modo, ut idem definiunt, lex est ratio summa, insita in natura, quae iubet ea quae facienda sunt, prohibetque contraria. Eadem ratio, cum est in hominis mente confirmata et <per>fecta, lex est.

Traduzione all'italiano


[b]Quinto:[/b] Tu riprendi proprio dall'alto e, com'è opportuno, fratello, dalla stessa sorgente, ciò che noi chiediamo; e quelli che insegnano diversamente il diritto civile, non insegnano tanto le vie della giustizia quanto quelle del litigare.
[b]Marco:[/b] Non è così, Quinto; è fonte di liti piuttosto l'ignoranza del diritto anziché la sua conoscenza. Ma di ciò si discuterà in seguito; ora vediamo i fondamenti del diritto. Piacque dunque agli uomini più dotti nella materia di partire dalla legge, non so se con buone ragioni, a condizione che, secondo la loro stessa definizione, la legge consista nella norma suprema insita nella natura, la quale ordina ciò che si deve fare, e proibisce il contrario. Questa norma medesima, quando è resa certa, ed impressa nella mente umana, è la legge.