Traduzione di Paragrafo 12, Libro 1 di Cicerone

Versione originale in latino


[b]Quintus:[/b] At mehercule ego arbitrabar posse id populo nostro probari, si te ad ius respondendum dedisses; quam ob rem, cum placebit, experiendum tibi id censeo.
[b]Marcus:[/b] Si quidem, Quinte, nullum esset in experiundo periculum. Sed vereor ne, dum minuere velim laborem, augeam, atque ad illam causarum operam, ad quam ego numquam nisi paratus et meditatus accedo, adiungatur haec iuris interpretatio, quae non tam mihi molesta sit propter laborem, quam quod dicendi cogitationem auferat, sine qua ad nullam maiorem umquam causam sum ausus accedere.

Traduzione all'italiano


[b]Quinto:[/b] Per Ercole, io pensavo che potessi riscuotere l'approvazione del nostro popolo se ti dedicassi alla consulenza legale. Ritengo quindi che dovresti metterti alla prova, quando ne avrai voglia.
[b]Marco:[/b] Certamente, Quinto, se nel farne la prova non vi fossero inconvenienti; ma temo che, mentre vorrei diminuire i miei impegni, al contrario li aumenterei, e a quella trattazione delle cause, alla quale io non mi accingo mai se non dopo una attenta preparazione e meditazione, si aggiungerebbe questa interpretazione della legge, che non mi riuscirebbe tanto molesta per la fatica, quanto perché mi impedirebbe di pensare alle arringhe da pronunziare; non ho mai avuto la presunzione di presentarmi ad un processo di una certa importanza senza questa preparazione.