Cicerone - De inventione - 2 - Gli inizi della civiltà (Maturità classica 1974)

Versione originale in latino


[...] Nam fuit quoddam tempus, cum in agris homines passim bestiarum modo vagabantur et sibi victu fero vitam propagabant nec ratione animi quicquam, sed pleraque viribus corporis administrabant, nondum divinae religionis, non humani officii ratio colebatur, nemo nuptias viderat legitimas, non certos quisquam aspexerat liberos, non, ius aequabile quid utilitàtis haberet/ acceperat. Ita propter errorem atque inscientiam caeca ac temeraria dominatrix animi cupiditas ad se explendam viribus corporis abutebatur, perniciosissimis satellitibus. Quo tempore quidam magnus videlicet vir et sapiens cognovit quae materia esset et quanta ad maximas res opportunitas in animis inesset hominum, si quis eam posset elicere et praecipiendo meliorem reddere; qui dispersos homines in agros et in tectis silvestribus abditos ratione quadam conpulit unum in locum et congregavit et eos in unam quamque rem inducens utilem atque honestam primo propter insolentiam reclamantes, deinde propter rationem atque orationem studiosius audientes ex feris et immanibus mites reddidit et mansuetos.

Traduzione all'italiano


[...] Infatti ci fu un tempo in cui gli uomini vagavano qua e là nei campi come bestie e si procuravano da vivere col cibo selvatico, non gestivano nessun aspetto della loro vita con la razionalità, ma si basavano per lo più sulla forza fisica; non si praticava ancora il culto religioso né si seguiva un criterio nella divisione dei ruoli umani; nessuno conosceva ancora matrimoni regolati dalle leggi né il concetto di figli legittimi né aveva recepito che vantaggio portasse l’uguaglianza giuridica. E così per errore ed ignoranza la passione, dominatrice cieca e incontrollata dell’animo, per soddisfare i propri bisogni si avvaleva in modo irrazionale delle forze fisiche, complici rovinosissime. In questa fase un uomo evidentemente grande e saggio si rese conto di quale potenziale innato e di quanta attitudine a cose straordinarie fosse insita nella mente degli esseri umani, se solo si poteva tirarla fuori e migliorarla coll’educazione; quell’uomo attraverso un sistema razionale fece sì che la gente disseminata nei campi e riparata in dimore di fortuna in mezzo ai boschi affluisse in uno stesso luogo e vi si riunisse per una vita associata e, portandoli a capire il concetto di utilità e di dignità, mentre in un primo tempo recalcitravano perché non c’erano abituati, poi prestavano ascolto con sempre maggior interesse per la componente della razionalità e della parola di cui erano dotati, li fece diventare da esseri bestiali e disumani a creature civili.

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