Traduzione di Paragrafo 86 - Filosofia e felicità, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


Quoniam igitur omnis summa philosophiae ad beate vivendum refertur, idque unum expetentes homines se ad hoc studium contulerunt, beate autem vivere alii in alio, vos in voluptate ponitis, item contra miseriam omnem in dolore, id primum videamus, beate vivere vestrum quale sit. atque hoc dabitis, ut opinor, si modo sit aliquid esse beatum, id oportere totum poni in potestate sapientis. nam si amitti vita beata potest, beata esse non potest. quis enim confidit semper sibi illud stabile et firmum permansurum, quod fragile et caducum sit? qui autem diffidet perpetuitati bonorum suorum, timeat necesse est, ne aliquando amissis illis sit miser. beatus autem esse in maximarum rerum timore nemo potest.

Traduzione all'italiano


Dunque, poiché tutta la filosofia si risolve in sostanza nel raggiungimento di una vita felice, e agli uomini che aspiravano a questo solo fine si dedicarono a questo studio, alcuni pongono la vita felice, altri in un'altra, voi lo ponete nel piacere, parimenti contro ogni infelicità nel dolore, questo per primo vediamo, quale sia la vostra vita felice. E questo concederete, come penso, ammesso che, sia qualcosa essere felice, che è necessario porre tutto ciò in potere del saggio, infatti se una vita felice può essere abbandonata, non può essere felice. Chi infatti confida che per lui durerà sempre stabile e fermo ciò che è fragile e caduco? Ma chi diffidi della durata dei suoi beni, è necessario che tema di essere infelice una volta che li abbia persi. Nessuno può essere felice nel timore dei mali più grandi.

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