Cicerone - De Fato - 37

Versione originale in latino


Ratio igitur eventus aperuit causam; sed ex aeternitate vera fuit haec enuntiatio: 'Relinquetur in insula Philoctetes', nec hoc ex vero in falsum poterat convertere. Necesse est enim in rebus contrariis duabus--contraria autem hoc loco ea dico, quorum alterum ait quid, alterum negat--ex eis igitur necesse est invito Epicuro alterum verum esse, alterum falsum, ut 'Sauciabitur Philocteta' omnibus ante saeculis verum fuit, 'Non sauciabitur' falsum; nisi forte volumus Epicureorum opinionem sequi, qui tales enuntiationes nec veras nec falsas esse dicunt aut, cum id pudet, illud tamen dicunt, quod est inpudentius, veras esse ex contrariis diiunctiones, sed, quae in his enuntiata sint, eorum neutrum esse verum.

Traduzione all'italiano


La natura dell'evento svela dunque la causa. Comunque, dall'eternità è stata vera quest'affermazione: "Filottete sarà abbandonato su un'isola", né si poteva mutare da vera in falsa. È necessario che, tra due concetti contrari (definisco, in questo caso, contrari due concetti di cui uno afferma, l'altro nega), pur a dispetto di Epicuro è necessario - dicevamo - che l'uno sia vero e l'altro sia falso; quindi, la frase "Filottete verrà ferito" è stata vera per tutti i secoli precedenti, "non sarà ferito" falsa. A meno che per caso non si voglia seguire l'opinione degli epicurei, i quali sostengono che affermazioni del genere non sono né vere né false o, quando se ne vergognano, propugnano una tesi ancor più impudente: le contrapposizioni dei contrari sono vere, ma nessuna delle due tesi enunciate in esse è vera.

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