Cicerone - De Fato - 17

Versione originale in latino


Sed ad illam Diodori contentionem, quam [i]Peri Dynaton[/i] appellant revertamur, in qua quid valeat id quod fieri possit anquiritur. Placet igitur Diodoro id solum fieri posse, quod aut verum sit aut verum futurum sit. Qui locus attingit hanc quaestionem, nihil fieri, quod non necesse fuerit, et, quicquid fieri possit, id aut esse iam aut futurum esse, nec magis commutari ex veris in falsa posse ea, quae futura, quam ea, quae facta sunt; sed in factis inmutabilitatem apparere, in futuris quibusdam, quia non apparet, ne inesse quidem videri, ut in eo, qui mortifero morbo urgeatur, verum sit 'Hic morietur hoc morbo', at hoc idem si vere dicatur in eo, in quo vis morbi tanta non appareat, nihilo minus futurum sit. Ita fit, ut commutatio ex vero in falsum ne in futuro quidem ulla fieri possit. Nam 'Morietur Scipio' talem vim habet, ut, quamquam de futuro dicitur, tamen ut id non possit convertere in falsum; de homine enim dicitur, cui necesse est mori.

Traduzione all'italiano


Nessuno di essi, però, si esprime così; sarebbe infatti più impegnativo imparare alla perfezione queste contorsioni verbali che non il sorgere e il tramontare delle costellazioni. Ma ritorniamo alla disputa di Diodoro che viene definita sul possibile, nella quale si indaga sul significato del possibile. Diodoro dunque stabilisce che è possibile solo ciò che è vero o che sarà vero. Il punto riguarda la seguente questione: nulla si verifica se non è necessario; tutto ciò che è possibile, o già è o necessariamente sarà; inoltre, non si possono mutare da veri in falsi gli eventi futuri, non meno che gli eventi passati; ma mentre negli eventi passati appare evidente il loro carattere immutabile, in quelli futuri, poiché esso non appare con altrettanta evidenza, sembra che non sia neppure ad essi intrinseco, per cui, in riferimento a una persona colpita da una malattia mortale, corrisponde al vero affermare: "Costui morirà a causa di questa malattia"; ma la stessa affermazione, se risulta detta in modo veritiero per un uomo in cui la gravità del morbo non sia altrettanto evidente, non di meno si realizzerà. Ne consegue che non può aver luogo nessun passaggio dal vero al falso, neppure in relazione al futuro. La frase "Scipione morirà" ha valore tale, per cui, sebbene si parli del futuro, non si può tramutare in falsa: ci si riferisce infatti a un uomo che deve necessariamente morire.

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