Traduzione di Paragrafo 70, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


Quid? Ipsorum interpretum coniecturae nonne magis ingenia declarant eorum quam vim consensumque naturae? Cursor ad Olympia proficisci cogitans visus est in somnis curru quadrigarum vehi. Mane ad coniectorem. At ille "Vinces" inquit; "id enim celeritas significat et vis equorum." Post idem ad Antiphontem. Is autem "Vincare" inquit "necesse est; an non intellegis quattuor ante te cucurrisse?" Ecce alius cursor (atque horum somniorum et talium plenus est Chrysippi liber, plenus Antipatri; sed ad cursorem redeo): ad interpretem detulit aquilam se in somnis visum esse factum. At ille: " Vicisti; ista enim avi volat nulla vehementius. " Huic eidem Antipho "Baro," inquit, "victum te esse non vides? Ista enim avis insectans alias avis et agitans semper ipsa postrema est." Parere quaedam matrona cupiens, dubitans essetne praegnans, visa est in quiete obsignatam habere naturam. Rettulit. Negavit eam, quoniam obsignata fuisset, concipere potuisse. At alter praegnantem esse dixit; nam inane obsignari nihil solere. Quae est ars coniectoris eludentis ingenio? An ea quae dixi et innumerabilia quae conlecta habent Stoici quicquam significant nisi acumen hominum ex similitudine aliqua coniecturam modo huc, modo illuc ducentium? Medici signa quaedam habent ex venis et ex spiritu aegroti multisque ex aliis futura praesentiunt; gubernatores, cum exsultantis lolligines viderunt aut delphinos se in portum conicientes, tempestatem significari putant. Haec ratione explicari et ad naturam revocari facile possunt, ea vero, quae paulo ante dixi, nullo modo.

Traduzione all'italiano


Del resto, le previsioni degli interpreti non indicano anch'esse le varie sottigliezze di costoro anziché il potere e l'interconnessione della natura? Un corridore che si riprometteva di andare alle Olimpiadi sognò di esser trasportato da una quadriga. La mattina dopo, eccolo dall'interprete. "Vincerai," gli disse costui; "la velocità e l'impeto dei cavalli hanno questo significato." Poi si recò da Antifonte. "È destinato" gli rispose "che tu perda; non capisci che nel sogno quattro corridori ti precedevano?" Ecco un altro corridore (e di questi sogni e di altri della stessa specie è pieno il libro di Crisippo, pieno quello di Antipatro; ma ritorniamo al nostro corridore): riferì a un interprete che aveva sognato di essere trasformato in un'aquila. E quello: "Hai bell'e vinto; ché nessun uccello vola con più impeto di questo." Ma Antifonte: "Stupido! Non capisci che sei già sconfitto? Quest'uccello, l'aquila, poiché insegue e dà la caccia agli altri uccelli, vola sempre per ultima rispetto a loro." Una matrona che desiderava aver figli, incerta se fosse o no incinta, sognò di aver la natura sigillata. Lo disse a un interprete. Quello rispose che, poiché era sigillata, non aveva potuto concepire. Ma un altro le disse che era incinta, perché non si usa sigillare alcun recipiente vuoto. Che razza d'arte è questa, dell'interprete che con le sue sottigliezze si fa beffe della gente? Gli esempi che ho citato, e gli innumerevoli altri che gli stoici hanno raccolto, dimostrano forse qualche altra cosa se non l'acume di uomini che, in base a una certa analogia, rivolgono la loro interpretazione ora in un senso, ora in un altro? I medici conoscono certi sintomi tratti dalle pulsazioni delle vene e dal respiro del malato, e in base a molti altri indizi prevedono l'andamento della malattia; i navigatori, quando vedono i tòtani guizzare a fior d'acqua o i delfini affrettarsi verso il porto, capiscono che è indizio di burrasca. Questi fatti possono essere spiegati razionalmente ed essere ricondotti a cause naturali; ma quelli che ho citato poco fa non lo possono in alcun modo.