Traduzione di Paragrafo 21, Libro 2 di Cicerone

Versione originale in latino


Dissimile totum; nam et prognosticorum causas persecuti sunt et BoÎthus Stoicus, qui est a te nominatus, et noster etiam Posidonius; et, si causae non reperiantur istarum rerum, res tamen ipsae observari animadvertique potuerunt. Nattae vero statua aut aera legum de caelo tacta quid habent observatum ac vetustum? "Pinarii Nattae nobiles; a nobilitate igitur periculum." Hoc tam callide Iuppiter cogitavit! 'Romulus lactens fulmine ictus, urbi igitur periculum ostenditur, ei quam ille condidit.' Quam scite per notas nos certiores facit Iuppiter! "At eodem tempore signum Iovis conlocabatur quo coniuratio indicabatur." Et tu scilicet mavis numine deorum id factum quam casu arbitrari; et redemptor, qui columnam illam de Cotta et de Torquato conduxerat faciendam, non inertia aut inopia tardior fuit, sed a deis immortalibus ad istam horam reservatus est! Non equidem plane despero ista esse vera, sed nescio et discere a te volo. Nam cum mihi quaedam casu viderentur sic evenire ut praedicta essent a divinantibus, dixisti multa de casu, ut Venerium iaci posse casu quattuor talis iactis, sed quadringentis centum Venerios non posse casu consistere. Primum nescio cur non possint, sed non pugno; abundas enim similibus. Habes et respersionem pigmentorum et rostrum suis et alia permulta. Idem Carneadem fingere dicis de capite Panisci; quasi non potuerit id evenire casu et non in omni marmore necesse sit inesse vel Praxitelia capita! Illa enim ipsa efficiuntur detractione, neque quicquam illuc adfertur a Praxitele; sed cum multa sunt detracta et ad liniamenta oris perventum est, tum intellegas illud, quod iam expolitum sit, intus fuisse. Potest igitur tale aliquid etiam sua sponte in lapicidinis Chiorum exstitisse. Sed sit hoc fictum; quid? In nubibus numquam animadvertisti leonis formam aut hippocentauri? Potest igitur, quod modo negabas, veritatem casus imitari.

Traduzione all'italiano


Ma la differenza è totale. Le cause dei pronostici le hanno indagate lo stoico Boeto, da te rammentato, e anche il nostro Posidonio; e anche se le cause di questi fatti non si fossero rintracciate, i fatti in quanto tali si sono potuti osservare e registrare. Ma gli episodi della statua di Natta o delle tavole delle Leggi colpite dal fulmine che cos'hanno che sia stato osservato più volte e da gran tempo? "I Pinarii Natta sono nobili: dalla nobiltà, dunque, veniva il pericolo." Davvero ingegnoso questo presagio escogitato da Giove! "Romolo ancora lattante fu colpito dal fulmine: questo è dunque un presagio del pericolo che correva quella città che da lui fu fondata." Con quanta abilità Giove ci avverte mediante simili indizi! "Ma la statua di Giove veniva collocata nello stesso tempo in cui veniva denunciata la congiura." E tu, s'intende, preferisci credere che ciò sia accaduto per volontà degli dèi anziché per caso; e l'appaltatore che aveva ricevuto da Cotta e da Torquato l'incarico di erigere quella colonna, non fu più lento del previsto per pigrizia o per mancanza di denaro, ma fu fatto indugiare dagli dèi immortali fino a quel preciso momento! Non mi manca del tutto la speranza che cose di questo genere siano vere; ma non ne so nulla e voglio una dimostrazione da te. Siccome mi sembrava che per puro caso alcuni fatti fossero avvenuti così com'erano stati predetti dagl'indovini, tu hai parlato a lungo del caso, e hai detto, per esempio, che si può ottenere il "colpo di Venere" lanciando a caso quattro dadi, ma, su quattrocento lanci, non può capitare cento volte quel colpo. Innanzi tutto non saprei perché ciò sia impossibile, ma su questo non mi soffermo a discutere, poiché hai una collezione di esempi simili. Puoi citare i colori schizzati a caso, il grifo della scrofa, tante altre cose. Dici che Carneade ricorre anch'egli al caso quanto alla testa del piccolo Pan: come se ciò non sia potuto davvero accadere per caso, e sia necessario che in ogni blocco di marmo non siano ascose perfino teste degne di un Prassitele! Quelle sculture, difatti, si eseguono anch'esse per detrazione di pezzi di marmo, e nemmeno un Prassitele vi aggiunge alcunché; ma quando molto materiale è stato eliminato dallo scalpello e si è arrivati ai lineamenti di un volto, allora si può capire che quella statua, ormai perfettamente levigata, si trovava dentro il blocco. Dunque qualcosa del genere può essere avvenuto anche spontaneamente nelle cave di pietra di Chio. Ma ammettiamo pure che questo sia un esempio inventato: non hai mai visto nubi che avevano assunto le forme di leoni o di Ippocentauri? Dunque può accadere ciò che poco fa negavi: che il caso imiti la realtà.